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Mangiarbene: il gelato

Il cibo: croce e delizia. “Tutto quello che è buono, fa male”, sentiamo dire spesso. Ma davvero dobbiamo sentirci in colpa ogni volta che “sgarriamo” o che mangiamo certi alimenti? Abbiamo deciso di chiedere a Carla Rapagnà, biologa nutrizionista, di iniziare insieme un racconto più chiaro e corretto del cibo, che prenda in considerazione l’aspetto nutrizionale in maniera semplice ma completa. Iniziamo con il re indiscusso della bella stagione: il gelato.

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“Il gelato è una preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata allo stato solido o pastoso mediante congelamento e contemporanea agitazione per insufflazione di aria”.

Esiste il gelato confezionato industriale e quello artigianale. Quest’ultimo, rispetto a quello industriale, presenta

• minor quantità di grassi
• minor quantità d’aria

E’ un prodotto tipicamente italiano, ed è infatti il nostro vanto, ma il 65% delle gelaterie italiane usa basi già pronte, dette SEMILAVORATI, ovvero una miscela di componenti del gelato, preparata con modalità industriali, la cui qualità viene influenzata dai processi di produzione e conservazione, nonché dai singoli ingredienti, come la scelta del latte fresco anziché UHT o uova biologiche o tuorli d’uovo pastorizzati e in brick. Si parte da un gusto base e poi vengono aggiunti gli aromi, naturali e non. E’ un po’ diverso dalle aspettative, vero?

Come riconoscere il gelato artigianale? Ecco 5 regole.

1. GUSTI FUORI STAGIONE

Avere il gusto castagna a maggio è alquanto improbabile. Si tratta di liofilizzati.

2. PIRAMIDI DI GELATO

Il gelato che si trova molto al di sopra della linea del freddo, si scioglierebbe subito. Se
non succede, probabilmente è addizionato di stabilizzanti, cioè margarine e grassi idrogenati.

3. TONALITA’ FLUO

Tonalità troppo accese sono indice di artificiosità. Succede più spesso con i gusti alla frutta che, se lavorata, un po’ si ossida e perde colore se lavorata con latte, quindi sono ovviamente stati aggiunti coloranti.

4. ETICHETTA ESPOSTA O NASCOSTA?

L’etichetta, oltre che obbligatoria, dovrebbe essere un vanto per l’attività. Potete richiederla ed iniziare a contare gli ingredienti: meno sono, meglio è. Attenzione però a non cedere alla moda del “senza”, perchè è inutile: il tuorlo d’uovo è un emulsionante e non è nocivo.

5. A PROVA DI FONTANELLA

il gelato artigianale degno di questo nome, non fa venire sete e in genere si scioglie
abbastanza velocemente.

Il gelato è una tentazione. Ed è anche un alimento ad alta densità energetica: tante calorie in pochi grammi.

E allora:

  • NON SOSTITUIRLO ad uno dei pasti principali perchè non ti sazierebbe, avresti un innalzamento rapido del picco glicemico e quindi dopo poco, di nuovo fame;
  • non abusarne, ma neanche crocifiggerti se ne mangi a volte: se giornalmente facciamo scelte sane, perchè mai un buon gelato ogni tanto dovrebbe rovinarci “la linea”?

In compagnia, dopo una passeggiata. Gustatelo. E che sia GENUINO.

 

La Dott.ssa Carla Rapagnà è una BIOLOGA NUTRIZIONISTA. Laureata in Biologia della Salute presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, subito dopo l’abilitazione alla professione, ha conseguito il Master di Specializzazione in Nutrizione e Alimentazione Umana. Dal 2012 svolge la sua attività come libera professionista, dapprima a Bologna, poi presso il suo studio a Roseto degli Abruzzi (TE). 

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