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Mangiarbene: l’acqua

L’acqua: sostanza fondamentale per l’essere umano. Ma come si sceglie un’acqua minerale? E davvero dobbiamo berne tutti due litri al giorno? Carla Rapagnà, biologa nutrizionista, ci svela, finalmente, tutto quello che c’è da sapere.

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L’UOMO È ANCHE CIO’ CHE BEVE. Non basta dunque fermarsi alla definizione di Feuerbach, che affermava che «l’uomo è ciò che mangia». Se per il cibo oggi siamo portati ad avere mille attenzioni, sono poche quelle che rivolgiamo alla scelta dell’acqua da bere: l’acqua costituisce il 60% del peso corporeo di un adulto e, nell’arco della vita, se ne bevono circa 25.000 litri.

In condizioni fisiologiche, non tutti dobbiamo bere 2L di acqua al giorno, quindi calcoliamo il nostro fabbisogno personalizzato di acqua nella giornata: moltiplichiamo 30 (ml di acqua) per il nostro peso ed otterremo la quantità in ml da bere nella giornata. Va ricordato che, però, è cruciale aumentare l’introito di acqua in estate, con le temperature in aumento, ma anche dopo attività fisica: almeno un mezzo litro in più, per ogni ora di attività fisica.

Come deve essere l’acqua?

Secondo la legge italiana, per essere considerata potabile, l’acqua deve essere incolore, insapore, inodore, limpida e fresca. Inoltre, deve contenere una modesta quantità complessiva di sali minerali (non più di 1500 mg/l) e, tra questi, non devono prevalere calcio e magnesio, perché la renderebbero pesante per la digestione.

POTABILE significa totalmente priva di germi patogeni (cioè dannosi per l’organismo) e anche i germi non patogeni sono ammessi solo in minime quantità. Anche per molti altri elementi la legge fissa limiti precisi e invalicabili.

Le acque commerciabili (in bottiglia) possono essere divise in varie categorie, in base ad alcune caratteristiche chimiche e fisiche, e si distinguono in acque oligominerali e minerali.

L’acqua oligominerale ha una quantità minima di sali minerali, da questo il suo nome (oligos in greco significa “poco”), perché attraversa rapidamente il sottosuolo, non dando modo ai sali di sciogliersi. Viene spesso elevata ad acqua d’eccellenza, ma non sempre è così: in condizioni fisiologiche, meglio reintegrare i minerali mancanti, bevendo un bicchiere d’acqua minerale o di rubinetto, piuttosto che imbottirsi di integratori e multivitaminici, al primo calo di pressione.

Le acque minerali vengono ulteriormente suddivise in base al residuo fisso (parametro che indica la quantità di sostanze inorganiche presenti nell’acqua):

• Acqua minimamente mineralizzata: residuo fisso inferiore 50 mg/l;

• Acqua oligominerale: residuo fisso di minerali inferiore a 500 mg/l;

• Acqua minerale: residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l;

• Acqua ricca di sali minerali: residuo fisso superiore a 1500 mg/l.

Le acque minerali si classificano ulteriormente a seconda del tipo di minerali che contengono. Imparare a riconoscere le caratteristiche chimiche e fisiche dell’acqua attraverso l’etichetta, permette di scegliere l’acqua più adatta alle proprie esigenze: di gusto e di benessere.

I valori e le informazioni che dobbiamo imparare a leggere sulle etichette di acqua sono questi:

• Il pH: mantenersi su un valore pH compreso tra 6,4 e 6,8.

• I nitrati: scegliere un’acqua con un valore massimo di 5,0 mg per litro di nitrati.

• La durezza: si esprime in gradi francesi (°F) e ci dà una stima della presenza di calcio e magnesio. Più questo valore è alto e più l’acqua è considerata calcarea. Non esiste un valore limite per la durezza delle acque minerali.

Ubicazione della sorgente: pensiamo che l’acqua di alta montagna garantisca la purezza dal punto di vista dell’inquinamento chimico e ambientale, ma il trasporto per centinaia di km o la conservazione dell’acqua nelle bottiglie di plastica? L’acqua imbottigliata passa mesi dentro la plastica, che si sa è un materiale che alla lunga può contaminare il suo contenuto. Spesso poi le bottiglie vengono lasciate all’aperto, al sole, La principale voce di costo nel prezzo dell’acqua in bottiglia è quello del trasporto, e ha davvero poco senso trasportarla a centinaia di km.

• La data di scadenza. E sì, l’acqua scade. Dipende fondamentalmente da due variabili: il tipo di contenitore e la conservazione. Un termine di scadenza ragionevole in condizioni di conservazioni buone (es. cantina) è di circa 9 mesi.

La confezione ideale per l’acqua minerale da sempre è la bottiglia di vetro, per la sua conservazione igienicamente impeccabile e la sua inalterabilità nel tempo. Per legge l’acqua imbottigliata viene controllata una volta all’anno da parte delle aziende imbottigliatrici stesse, che inviano al Ministero della Salute un’autocertificazione.

Per l’acqua del rubinetto, la legge italiana prevede un minimo di 4 analisi all’anno, numero che aumenta in base al volume di acqua distribuito ogni giorno e alle caratteristiche dell’acquedotto. Le analisi sono svolte sia dalla società che gestisce l’acquedotto che dalle Asl, quindi da due soggetti indipendenti tra loro, che svolgono analisi su 67 parametri, più di quelli previsti per le acque in bottiglia. Questo il link del Ministero della salute per conoscere l’acqua del rubinetto: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp? lingua=italiano&id=4528&area=acque_potabili&menu=dieta&fbclid=IwAR2bMb34wpK_DnqPBLbSSVHQtiSDblB8o01mvew2pFS6i66ljzVV2tViY8

La qualità igienico sanitaria è senza dubbio l’aspetto più importante, a cui deve sottostare qualsiasi acqua ad uso potabile.

La Dott.ssa Carla Rapagnà è una BIOLOGA NUTRIZIONISTA. Laureata in Biologia della Salute presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, subito dopo l’abilitazione alla professione, ha conseguito il Master di Specializzazione in Nutrizione e Alimentazione Umana. Dal 2012 svolge la sua attività come libera professionista, dapprima a Bologna, poi presso il suo studio a Roseto degli Abruzzi (TE). 

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