(Sopra)vivere l’Expo: dove, cosa e come di una scettica ricreduta

Non direi che mi hanno dovuto convincere a visitare la famigerata esposizione internazionale di Milano. Mi ci hanno proprio dovuto trascinare.

Perciò, non leggerete il resoconto convinto ed infiocchettato di chi partiva già con la convinzione che le sarebbe piaciuto ’nzacco visitare Expo 2015.

Già partire alla fine di luglio alla volta di Milano, meta estiva tra le più gettonate, è un po’ come morire dentro. Già immaginavo file chilometriche, caldo torrido, resse nei bagni, io che avrei volentieri trascorso quei due giorni in spiaggia sotto l’ombrellone (perché c’è altro che si può fare a 45 gradi a fine luglio?!); già mi figuravo ed annotavo mentalmente tutti i difetti e gli errori che avrei, sicuramente, scovato e riportato a casa come trofei per i miei “te l’avevo detto io…”.

Eppure, alla fine del mio viaggio, sono tornata a casa con la piacevole sensazione di essermi sbagliata: visitare Expo è stata una stimolante esperienza! Ho assaggiato carne di coccodrillo in Zimbabwe; ho imparato che il Qatar ha tantissimi piatti tipici che mi piacerebbe assaggiare almeno una volta; che Israele ha inventato i pomodorini ciliegino; che il prodotto più esportato dalla Svizzera è il caffè. Ho assaggiato latte di cavalla in Kazakistan; ho fatto una passeggiata nei meravigliosi boschi austriaci; sono stata nel ristorante del futuro in Giappone e nella foresta pluviale in Malesia!

Certo, il caldo c’è stato davvero (e parecchio!), le file…anche! Ma avere quasi tutto il mondo a portata di mano per due giorni, è davvero un’esperienza che vi raccomando di fare!

Perciò, ecco alcuni (modesti) pareri e suggerimenti per chi volesse visitare Expo prima che finisca.

Per quanto riguarda i padiglioni, sono riuscita a visitarne un bel po’ in due giorni; alcuni mi sono piaciuti, altri un po’ meno. Quelli che non dovete perdervi, secondo me, sono il Kazakistan, l’Austria, la Svizzera e il Giappone. Molto belli anche l’Ecuador, la Malesia, l’Inghilterra (anche il Vietnam, se riuscite a beccare il bellissimo spettacolo musicale!).

Nota dolente: mangiare all’Expo è dispendioso. Io non ho visitato tutta la parte dedicata all’Italia, conoscendo discretamente la gastronomia del nostro stivale, ma i prezzi non sono bassi nemmeno lì. Le cose che ho trovato ad un prezzo accettabile sono: i panini dello stand Beretta (2.50 € per un panino non grandissimo, ma buono e con una discreta scelta di salumi); i croque-monsieur al chioschetto francese (6 €, ma grande e buono!); il croissant au beurre (1.60 €) e il pain au chocolat (2.50 €) al padiglione della Francia; le patatine fritte (4 € ma davvero tante e con un’enormità di salse tra cui scegliere!) al padiglione del Belgio. Se poi volete fare una pazzia, perché non ne avete ancora avuto l’occasione, con 5 € potete creare il vostro gelato personalizzato al chiosco della Magnum!

Per i palati più o meno avventurosi, ci sono delle chicche qua e là che, a mio parere, meritano un assaggio: la carne di zebra e il crocoburger (hamburger di coccodrillo) dello Zimbabwe (con 12 € circa, insieme all’hamburger, avrete anche la bevanda al baobab), l’hambuger con le alghe (10 €) nell’area olandese, la granita al Baobab lungo il decumano.

Questione fondamentale: l’acqua. Per chi, come me, consuma litri d’acqua al giorno, Expo è un luogo vivibilissimo. Io avevo con me una bottiglietta vuota, che riempivo all’occorrenza alle numerosissime case dell’acqua: c’è addirittura la possibilità di scegliere tra acqua naturale e frizzante!

…e i bagni? Sono tanti, dislocati all’interno delle aree di servizio, ma anche presso i punti street food e un po’ ovunque; quelli nelle aree di servizio sono facilmente individuabili da lontano, perché i “simboli” uomo/donna sono bianchi e grandi sulle pareti esterne.

Conclusione del mio racconto? Mi sento di dirvi: anche se siete scettici, anche se tutta la storia intorno all’Expo vi ha fatto (siamo sinceri) un bel po’ girare le scatole, dategli un’occasione. Magari anche voi vi ricrederete; o comuque , male che vada, potrete sempre avere la soddisfazione di tornare a casa e dire “te l’avevo detto io…”!

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