L’abruzzese preoccupato

Siamo onesti, il primo problema che ci si pone quando si decide di lasciare l’Italia è: “cosa mangerò?”. Perché un italiano che si rispetti non può fare a meno della pasta, del pane e dell’olio d’oliva…per non parlare poi di un abruzzese che si rispetti, che non può fare a meno neanche de li fùije strascinìt, delle mazzarelle e delle salsicce di maiale di dicembre!
“Come farò?”- pensa l’abruzzese preoccupato – “ce la farò a sopravvivere?”…e allora s’ingegna, s’industria e va a lezione dalle nonne, che ancora custodiscono gli antichi segreti della cucina tradizionale, quella vera; aguzza la vista e segna minuziosamente le dosi mentre si preparano le salsicce; impara da pazienti amici chef le giuste dosi del pane.
“Dovrei esserci” – si dice l’abruzzese, ricontrollando il suo taccuino – “ce la posso fare!” e decide di affrontare la nuova avventura con più coraggio e meno perplessità.
Certo, il pane deve prepararlo due volte a settimana e l’olio d’oliva costa un occhio della testa; ma quando vede il prosciutto, il grana padano e perfino lo speck sui banconi del supermercato…beh, la vita non è poi così amara!
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2 Comments Add yours

  1. Bricolage says:

    ci si sente un pò a casa (e meno male!)

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    1. Casa è un parolone…diciamo meno sperduti ;D

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